NOTA COMMERCIALE
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Cari amici di Quotazione Sterlina Oro all’interno di questo articolo andremo a scoprire quali sono i fattori che determinano il valore delle monete rare nel mondo numismatico. Dopo avere parlato del periodo inerente la nascita della moneta e l’evoluzione delle tecniche di realizzazione di questa nel tempo, approfondiremo il concetto di rarità di una moneta. Tale focus sarà realizzato studiando i termini di valutazione della rarità di una moneta, lo stato di conservazione di una moneta ed altro ancora. Valuteremo inoltre quali sono le ragioni che che spingono gli appassionati di numismatica a collezionare oro e monete come forma di investimento per il futuro.
Il valore delle monete rare
Perché collezionare monete rare nel mondo numismatico
La moneta è una forma d’arte anche se da alcuni è considerata, come tale, “minore” rispetto alle più conosciute e classiche pittura e scultura. A differenza di queste o di altre forme di collezionismo come le ceramiche, le stampe e le armi, ad esempio, la numismatica mette però sul piatto della bilancia non pochi vantaggi tra cui desideriamo sottolineare i seguenti 2:
- il fattore economico: si possono intraprendere delle collezioni numismatiche anche con poche risorse, cosa praticamente impossibile negli altri settori.
- il fattore spazio: una collezione di monete, anche se composta da un numero ragguardevole di esemplari, occupa un volume tutto sommato trascurabile.
In ultimo, ma non certo per importanza, notiamo come gli altri settori del collezionismo siano ormai difficilissimi sia per la reperibilità dei pezzi che per l’onnipresenza di esemplari falsi, contraffatti o quantomeno rimaneggiati.
Sono cose che, purtroppo, colpiscono tutte le branche dell’antiquariato, ma la numismatica in forma sicuramente minore.
La filatelia, che condivide molti aspetti della numismatica, è sicuramente più “facile” da gestire anche per quanto concerne il lato prettamente economico. Ciò vale almeno all’inizio perché ben presto diventa più difficile e costosa.
Infine, per quanto concerne poi l’aspetto culturale il confronto con la numismatica è improponibile dato che il francobollo ha circa anni di 200 di vita.
Il concetto di rarità delle monete in numismatica
Il concetto di rarità delle monete, come spesso accade relativamente alla ricerca di beni in ambito economico deriva dall’incontro tra domanda e offerta. Banalmente infatti, una moneta si può definire rara quando è difficilmente reperibile sul mercato e talvolta proprio non si trova.
Ovviamente non è così semplice spiegare il concetto di rarità di una moneta dato che questo si presta a più di una interpretazione.
Una moneta è rara perché ne esistono pochi esemplari o perché ve ne sono pochi sul mercato?
Si potrebbe obiettare che in fin dei conti l’importante è che una moneta, se rara, lo è e basta; ma una distinzione è d’obbligo per chiarire perché alcune rarità realizzano cifre maggiori di altre.
Supponiamo di avere una moneta definita Rarissima perché coniata in soli 10 esemplari, ma di cui esistono al massimo 7 collezionisti; i 3 pezzi non «accasati» verrebbero proposti ancora a lungo sul mercato, anche per anni e senza che questi possano godere di qualche rivalutazione (o rischiando addirittura di svalutarsi).
Al contrario una moneta Molto rara, coniata in 100 esemplari, ma in grado di vantare una schiera di 200 potenziali acquirenti, sarebbe sempre facilmente vendibile e godrebbe, col tempo, anche di una buona rivalutazione poiché la metà delle richieste sarebbe sempre inevasa.
È la legge della domanda e dell’offerta che regola il mercato e determina i valori. Si può quindi concludere che la rarità di un esemplare è si importante ai fini di stabilirne il valore, ma non è determinante.
Gradi di rarità di una moneta
Di seguito troverete l’elenco in ordine crescente dei gradi di rarità di una moneta antica trattata all’interno del mondo numismatico. Visitando una delle tante presenti all’interno del negozio online, potrete trovare le stesse sigle come descrizione dell’oggetto in una apposita tabella descrittiva.
- Comunissimo (CC). Disponibile con estrema facilità sul mercato.
- Comune (C). Disponibile con facilità sul mercato.
- Non comune (NC). Esemplare che si trova con scarsa facilità.
- Rara (R). Esemplare che compare con difficoltà.
- Molto rara (RR o R2). Di difficile reperimento sul mercato nell ‘ arco di breve tempo.
- Rarissima (RRR o R3). Appare con grande difficoltà sul mercato.
- Estremamente rara (RRRR o R4). Di grandissima rarità, è comparsa pochissime volte sul mercato nell’arco di 50 anni.
- Della più grande rarità (RRRRR o R5). Sono le monete note in pochissimi esemplari (massimo 4 0 5), praticamente introvabili.
- Unica. Termine mai abbreviato, indica un esemplare di cui non si conoscono altri simili.
Stato di conservazione di una moneta rara
Aspetto determinante per esprimere il vero valore delle monete rare è dato dallo stato di conservazione delle monete. Considerato nel passato recente come un aspetto secondario, oggi tale valore ha ottenuto l’importanza primaria che merita. Infatti prima di tutto veniva la moneta come documento, come testimone di una particolare epoca o di un determinato avvenimento. Ecco perché nelle vendite all’asta del passato alcune piccole monete in metallo povero (rame o mistura), riuscivano a realizzare delle cifre pari o addirittura superiori a quelle di esemplari aurei ben più “blasonati”.
La nostra cultura è cambiata ed il modo di collezionare ne è un chiaro esempio; prima di tutto viene l’estetica.
In questa triste graduatoria segue l’aspetto venale e solo ad un misero terzo posto troviamo l’interesse culturale che queste monete possono risvegliare in noi. E per tale motivo che lo stato di conservazione di una moneta è di grande importanza; su di esso ci si basa sia per determinare il valore commerciale sia la vendibilità della moneta stessa, poiché la maggior parte dei collezionisti, in modo particolare quella dei settori moderni e contemporanei, predilige gli esemplari in buono stato.
Per questo motivo non è raro trovare una forte disparità di prezzo – talvolta apparentemente esagerata – tra uno stato di conservazione ed uno appena superiore.
E’ impossibile insegnare a distinguere i vari gradi di conservazione poiché il modo di valutare l’usura varia in base al periodo in cui una moneta è stata coniata ed al sistema usato. Solo con l’esperienza si potrà acquisire questa capacità.
Gradi di conservazione delle monete rare
Di seguito troverete l’elenco in ordine decrescente dei gradi di conservazione di una moneta antica trattata all’interno del mondo numismatico:
- Fior di conio (FDC o Fdc). Massimo stato di conservazione, molto raro nella monetazione classica e in quella medievale, è il «top» per molti collezionisti di monete contemporanee.
- Splendido (SPL o Spl). Ottima conservazione, caratterizzata da lievi segni di usura che hanno solamente «appannato» i rilievi, ma la moneta non presenta nessun difetto grave. E difficilmente riscontrabile nelle monete classiche e nelle medievali.
- Bellissimo (BB). Conservazione ottimale per le monete greche, romane e medievali, gli esemplari bellissimi sono poco apprezzati dai collezionisti delle contemporanee, a meno che non si tratti di pezzi rari. I se gni di usura sono molto evidenti e talvolta non mancano colpi o graffi, ma l’esemplare si presenta ancora gradevole e con la legenda totalmente (o quasi) leggibile. Consigliabile per i neofiti e per chi non dispone di grandi possibilità finanziarie.
- Molto Bello (MB). Moltissimi esemplari si presentano in questa conservazione e sono tranquillamente accettati da chi raccoglie monete classiche e medievali; poco apprezzati se appartengono al periodo moderno o contemporaneo. I notevoli segni di usura (comuni i colpi e i graffi) ne hanno cancellato in buona parte i rilievi e la stessa legenda può essere compromessa in misura notevole, specialmente se si tratta di monete antiche. Bello (B). Al contrario di quello che la parola potrebbe far supporre, gli esemplari in bella conservazione sono molto logori e meritano l’ attenzione dei collezionisti solo se di grande rarità o come pezzi da studio per «farsi le ossa» e migliorare la propria conoscenza del settore.
- Discreta (D). Difficilmente troverete simili esemplari nelle vendite all ‘ asta o nei listini a prezzo fisso perché poche sono le persone disposte ad acquistarli. La legenda è, come d’altronde tutto il resto, quasi totalmente irriconoscibile.
- Mediocre (M). Siamo al livello minimo di conservazione e di conseguenza l’esemplare è talmente logoro da essere praticamente irriconoscibile e, comunque, difficilmente classificabile.
- Fondi a specchio (F.S. o Fs). Non indica lo stato di conservazione di una moneta, bensì una sua caratteristica: quella cioè di avere i campi talmente lucidi da potercisi specchiare. Tale caratteristica è quasi sempre voluta lucidando appositamente i conii, ma è anche possibile che i primissimi esemplari di una battitura abbiano i fondi particolarmente brillanti, quasi «fondo a specchio».
Fonte utilizzata: Sezione News Numismatica Ranieri
Conclusioni
Come sempre speriamo di avervi offerto qualche spunto interessante relativamente al valore delle monete rare nel mondo numismatico e per qualsiasi informazione o maggiori dettagli il nostro indirizzo email è il seguente: info@quotazionesterlinaoro.it
Alla prossima!




