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Cari lettori di Quotazione Sterlina Oro nel post odierno andremo a scoprire interessanti informazioni in merito alle monete monete barbariche e bizantine. Questo articolo entra di merito all’interno della nostra guida sul collezionismo numismatico all’interno del quale troverete innumerevoli riferimenti utili per tutti coloro che vogliano avvicinarsi a questo mondo. Seguiremo inoltre lo stesso stile utilizzato per parlarvi delle monete
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Le monete barbariche e bizantine
Le serie barbarica e bizantina completano la parte più classica della nostra monetazione. Mentre nel mondo l’oro di Bisanzio diventava la base per gli scambi commerciali tra oriente e occidente, e si affermava come moneta da tutti riconosciuta ed accettata, sul territorio italiano facevano la loro apparizione le serie monetarie dei barbari invasori. Queste monete che rappresentano un anello di congiunzione tra il glorioso passato di Roma ed il futuro periodo dei Comuni, sono l’espressione viva e tipica di un periodo particolarmente travagliato e caotico.
Breve, composta di pezzi di modulo ridotto, e con raffigurazioni e simboli più suggestivi che artistici, la monetazione battuta dagli invasori barbari riconosce una teorica dipendenza dal lontano impero di Bisanzio, riproducendo talvolta l’effige dell’imperatore d’oriente, o addirittura abbinando il re barbarico all’imperatore d’oriente.
Di capitale importanza per la storia monetaria sono le monete dei Franchi che sostituiscono col monometallismo argenteo, introdotto da Carlo Magno intorno al 780, la circolazione aurea precedente. Con l’introduzione di questo sistema, il “denaro carolingio”, o “denaro imperiale”, diventa la moneta corrente nella parte settentrionale – centrale della nostra penisola.
- Eruli,
- Goti,
- Ostrogoti,
- Longobardi,
- Franchi,
- Sassoni
- Svevi
coniano monete in tutta l’Italia continentale, mentre la Sicilia che, conquistata nell’800 dai principi della dinastia araba Aglabida, ebbe prima come circolante quella serie che fu detta “ cubica”, perché caratterizzata dalle leggende in caratteri arabi della città di Cufa nella Turchia asiatica, e successivamente le emissioni dei principi normanni. Taluni di questi non disdegnano di incorniciare simboli della religione cristiana entro leggende arabe.
Nel Lazio ebbero corso dall’801 al 1972 le capostipiti della lunghissima serie papale. In argento, di non grande modulo, questi “denari antiquiores” portano talvolta uniti il nome di un Papa a quello di un Imperatore, mentre altre volte la stessa figura del Pontefice è accomunata al nominativo del rappresentante dell’autorità imperiale.
Numerosissima, invece, e quasi millenaria è la produzione delle zecche bizantine, tra le quali quelle italiane di:
- Napoli,
- Ravenna,
- Roma,
- Sardegna
- forse di Perugia.
Gran parte del numerario per il commercio d’occidente e d’oriente è infatti fornito dall’oro bizantino, che può dirsi l’incontrastato dominatore del mercato fino all’epoca dei Comuni. Improntata a soggetti sacri, con la rappresentazione ricorrente del cristo, della Vergine e della Croce, e con la ieratica figura del “Basileus” portata nella sfera divina, questa inconfondibile raccolta di monete, dalle leggende e dall’indicazione del valore in lingua greca, rappresenta una scelta molto adatta per chi delle monete vuole cogliere anche i lati appariscenti e più reconditi.
Questa straordinaria sequenza, può dirsi la vera erede della nobile tradizione romana. Iniziando dal 395 d.C., anno dell’avvento al trono d’Arcadio, essa giunge alle coniazioni di Costantino IX Paleologo, ultimo imperatore che batte moneta finché, nel 1453, la stessa Costantinopoli cade nelle mani di Maometto II.
Conclusioni
Sperando che questo articolo dedicato a scoprire utili informazioni in merito alle monete barbariche e bizantine sia stato di vostro interesse, restiamo in attesa delle vostre opinioni.
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