NOTA COMMERCIALE

Per comprare o vendere monete d'oro da investimento o per vendere collezioni numismatiche di monete o medaglie potete contattarci cliccando il banner o utilizzando i seguenti contatti:

Emailinfo@numismaticaranieri.it

Tel(+39) 051.267736

☞ IMPORTANTE: Non si valutano EURO e Lire a partire dagli anni '50 in su

Cari lettori di Quotazione Sterlina Oro in questo articolo vi offriremo un’introduzione allo zecchino parlandovi della sua storia e curiosità ad esso legate.

Come sempre vi ricordiamo che, per restare sempre aggiornati sulle nuove pubblicazioni del nostro blog numismatico, non dovrete far altro che inserire Quotazione Sterlina in Oro tra le pubblicazioni da seguire in Google News. Vi basterà un semplice click al seguente link: Seguici in Google News.

 

Lo zecchino: tutto quello che devi sapere

Lo zecchino è una moneta d’oro molto apprezzata nel mondo della numismatica per la sua bellezza e il suo valore storico. In questo articolo, esploreremo la storia dello zecchino, il suo valore numismatico e le caratteristiche distintive che lo rendono un pezzo di grande interesse per i collezionisti.

Storia dello zecchino

Origini e periodo di massima diffusione

Lo zecchino, conosciuto anche come ducato, è una moneta d’oro che fu coniata per la prima volta a Venezia nel 1284, sotto il dogado di Giovanni Dandolo. La sua diffusione raggiunse il culmine tra il XIV e il XVIII secolo, quando Venezia era una delle città più ricche e potenti del mondo. Durante questo periodo, lo zecchino divenne una moneta di riferimento nel commercio internazionale e fu adottato anche da altre città e Stati italiani, come Genova, Firenze e Milano.

A partire dal dogado di Giovanni Dandolo, 1280-1289, Venezia si dotò per il commercio dei ducati d’oro già in uso nel mondo bizantino e arabo. Di fatti durante il mandato di questo doge si avvertì la necessità di creare una propria moneta d’oro e si guardarono come modello le città rivali, in particolare Firenze, il cui fiorino d’oro ebbe in breve tempo un grande successo. Il ritardo di tale scelta fu dovuto a due motivi.

  1. In primo luogo, il governo della Serenissima potrebbe aver ritenuto inopportuno compromettere gli enormi vantaggi che Venezia traeva dal suo ruolo di potenza protettrice di Costantinopoli contrapponendo all’impero bizantino, ormai svilito, una propria moneta di migliore qualità.
  2. In secondo luogo, poteva esserci il desiderio di garantire al grosso, così popolare nel commercio levantino, il suo status di valuta internazionale. Dopo la caduta dell’Impero latino d’Oriente e la temporanea vittoria dei Genovesi, fautori della nuova dinastia Paleologa a Bisanzio, la situazione cambiò completamente. Non ci fu più alcun motivo valido per proteggere un iperpero che si svalutava sempre più rapidamente con frequenti riduzioni di finezza, tant’è che in pochi anni perse la metà del suo valore.

Da questo momento, dunque, iniziò la grande rivoluzione nella politica monetaria veneziana. Con una delibera del 31 ottobre 1284, il Maggior Consiglio ordinò l’emissione del ducato (le prime monete furono battute solo nella primavera del 1285), incaricando i banchieri di produrre per ogni marco 67 monete d’oro con una percentuale di fino simile o superiore a quello del fiorino. Ogni moneta avrebbe avuto il valore di 18 grossi mentre il doge con i suoi consiglieri e i suoi ufficiali presidenziali della Quarantia avrebbero scelto il tipo e lo stampo.

Con questo provvedimento Venezia, dopo Genova e Firenze, si dotò di un sistema bimetallico con un rapporto tra oro e argento di circa 1:11. Il ducato, che sotto il doge Francesco Donà fu ribattezzato “zecchino”, mantenne inalterata la purezza di 24 carati (0,997 fino) fino alla caduta della Repubblica. Il suo peso fu ridotto minutamente solo tre volte (meno dell’1%): la prima volta nel 1491 quando si passò da 3,559 grammi a 3,53 e poi due volte nella prima metà del XVI secolo, quando scese a 3,51 grammi e infine a 3,49 grammi.

Il ducato mantenne per tutti i 73 dogi la stessa identica iconografia. Sul dritto monetale fu impresso San Marco stante nell’atto di consegnare lo stendardo (vexillum) al doge inginocchiato davanti a lui, mentre la legenda riportò il nome del doge a destra e S M VENET (oppure VENETI) a sinistra del tipo, accanto all’asta dello stendardo apparse verso il basso la parola DUX.

Il rovescio della moneta fu occupato dall’iconografia di Cristo stante, benedicente, entro un’aureola ellittica ornata da stelle e circondata dalla legenda SIT T XPE DAT Q TU REGIS ISTE DUCAT (Sit tibi Christe datus, quem tu regis iste ducatus).

Per la legenda del rovescio si scelse un esametro perfetto cosiddetto “leonino”, cioè a rima interna con cesura pentemimera alla fine del terzo piede. La traduzione letterale è “È a Te, o Cristo, che è affidato questo dogato, che Tu governi”.

Nella serie di ducati e zecchini che furono regolarmente emessi da Giovanni Dandolo fino all’ultimo doge per ben 513 anni, si può notare che con il passare del tempo furono apportate sottili modifiche all’abbigliamento del doge, soprattutto al cappello che gradualmente, dalla metà del XV secolo, assunse la forma definitiva da cui prese il nome di corno. Altre modifiche riguardarono la posizione del Cristo, la forma dell’aureola, la disposizione e il numero delle stelle.

Il ducato, e successivamente lo zecchino, fu imitato da molte zecche italiane:

  • Chiarenza,
  • Firenze,
  • Foglia Vecchia,
  • Genova,
  • Manta,
  • Metelino,
  • Pera,
  • Rodi,
  • Roma
  • Chio;

dalle zecche francesi di Dombes e Orange, e da molte zecche del Mediterraneo orientale, del Levante e dell’India.

 

Caratteristiche distintive

Lo zecchino presenta due lati distintivi:

  1. Sul recto è raffigurato il Doge di Venezia, in ginocchio mentre riceve il gonfalone, simbolo del potere, dalla mano di San Marco, il patrono della città. Intorno a questa scena, è presente la legenda con il nome del Doge e la parola “S. M. VENETI”, che sta per “San Marco Venezia”.
  2. Sul verso è rappresentato Cristo in piedi su un podio, con una stella su ciascun lato e la legenda “SIT T. XPE. DAT. Q. TV. REGIS. ISTE. DVCAT.”, che significa “Sia dato a te, Cristo, questo ducato che tu governi”.

 

Materiali e peso

Lo zecchino è coniato in oro con una purezza del 99,6% e un peso di circa 3,5 grammi.

 

Valore numismatico dello zecchino

Fattori che influenzano il valore

Il valore numismatico dello zecchino dipende da diversi fattori, tra cui:

  • La rarità: alcune emissioni sono più rare di altre e, di conseguenza, più ricercate dai collezionisti
  • Lo stato di conservazione: le monete in condizioni migliori tendono ad avere un valore più alto
  • La provenienza: lo zecchino coniato a Venezia tende ad avere un valore più alto rispetto a quello coniato in altre città italiane
  • L’appeal storico: alcune monete possono avere un valore aggiunto per la loro storia o per le figure raffigurate su di esse

Come determinare il valore

Per determinare il valore numismatico di uno zecchino, è necessario considerare i fattori sopra elencati e confrontare la moneta con esempi simili presenti sul mercato o in aste numismatiche. Inoltre, consultare esperti del settore o associazioni numismatiche può fornire ulteriori informazioni sul valore di uno specifico zecchino.

 

Acquisto e conservazione degli zecchini

Come acquistare zecchini autentici

Per acquistare zecchini autentici, è importante rivolgersi a rivenditori e aste numismatiche affidabili. È fondamentale verificare la reputazione del venditore e chiedere eventualmente certificati di autenticità o altre garanzie. Inoltre, è consigliabile documentarsi e confrontare prezzi e condizioni delle monete prima di procedere all’acquisto.

 

Conservazione delle monete

Per conservare adeguatamente gli zecchini e mantenerne il valore nel tempo, è importante seguire alcune precauzioni:

  1. Maneggiare con cura: maneggiare le monete con guanti di cotone o lattice e toccare solo i bordi per evitare di danneggiare la superficie con le impronte digitali.
  2. Conservare in ambienti adatti: conservare le monete in luoghi asciutti, lontano dalla luce diretta del sole e da fonti di calore o umidità.
  3. Utilizzare contenitori adeguati: utilizzare contenitori specifici per la conservazione di monete, come capsule di plastica rigida o bustine di plastica morbida, per proteggere le monete da graffi, polvere e altri agenti esterni.
  4. Evitare pulizie aggressive: evitare di pulire le monete con prodotti chimici o abrasivi, poiché ciò potrebbe danneggiarle e ridurre il loro valore numismatico.

 

Conclusioni

In conclusione, lo zecchino è una moneta d’oro di grande interesse storico e numismatico, apprezzata dai collezionisti per la sua bellezza e il suo valore intrinseco. Per apprezzare appieno queste monete e mantenerne il valore nel tempo, è importante conoscere la loro storia, imparare a valutarle correttamente e seguirne le corrette pratiche di conservazione.

Sperando che questo articolo dedicato a scoprire il valore numismatico dello zecchino sia stato di vostro interesse, restiamo in attesa delle vostre opinioni.

Potete farci sapere cosa ne pensate o inviarci altri consigli attraverso lo spazio commenti riservato o attraverso la pagina contatti. Inoltre per dubbi o curiosità vi invitiamo a visitare la relativa sezione contatti del nostro sito web.

Per qualsiasi informazione o maggiori dettagli il nostro indirizzo email è il seguente: info@quotazionesterlinaoro.com

Alla prossima con le migliori news relative al mondo della numismatica.